
Nonostante
Un film di Valerio Mastandrea
Nonostante, il film diretto da Valerio Mastandrea, si svolge in un ospedale, dove un uomo (Valerio Mastandrea) vive serenamente la sua routine di paziente. È ricoverato da tempo, ma non vede in questo una prigionia, bensì una condizione di libertà: lontano dalle responsabilità, dai problemi, dalle incertezze del mondo esterno. Qui dentro tutto è semplice, prevedibile, e questo gli basta.
La sua tranquillità viene però scossa dall'arrivo di una nuova compagna di reparto. Lei (Dolores Fonzi) è tutto il suo opposto: irrequieta, furiosa, insofferente a ogni regola scritta e non scritta. Per lei l'ospedale non è un rifugio ma una condanna, e non intende accettarla. Vuole vivere pienamente o morire, ma non restare sospesa in quell'attesa priva di significato.
All'inizio, l'uomo tenta di difendersi da quell'energia travolgente, cerca di aggrapparsi alla sua illusoria quiete. Ma poco a poco, lei inizia a scalfire il suo guscio. Quell'incontro diventa uno specchio in cui riflettersi, una sfida a rimettere in discussione ciò che credeva libertà. Per la prima volta, si trova costretto a guardare davvero dentro di sé, a interrogarsi sul senso della sua immobilità.
E così, nel confronto con lei, capisce che non esiste un luogo sicuro in cui nascondersi dalle proprie emozioni. Se si vuole vivere davvero, non si può fuggire dal proprio cuore.
Con Valerio Mastandrea Dolores Fonzi Lino Musella Giorgio Montanini Justin Korovkin Barbara Ronchi Luca Lionello Laura Morante
Produzione: Italia , 2024 , 92min.
Valerio Mastandrea torna dietro la macchina da presa con "Nonostante", un'opera seconda che, fin dal titolo, dischiude una riflessione intima e universale. Abbandonando l'atteggiamento laconico che spesso lo ha contraddistinto come attore, Mastandrea si addentra con delicatezza nel territorio del "nonostante": nonostante la morte, viviamo; nonostante l'ignoto, amiamo.
Il film ci introduce in un limbo ospedaliero, dove un uomo in coma fluttua invisibile, interagendo con degenti e personale medico. Questa surreale premessa si incrina con l'arrivo di un altro comatoso, che occupa il suo spazio fisico e simbolico. L'ozio contemplativo del protagonista si trasforma in un'inattesa introspezione sulla natura del desiderio di esistere.
"Nonostante" affonda le sue radici in un dolore palpabile, nella paura della finitudine, resa ancora più vivida dalla dedica al padre scomparso. La narrazione onirica si fa specchio di un'anima scissa tra il nichilismo ("niente serve a niente") e un tenace anelito all'eternità, che si manifesta in un abbraccio, in una stretta di mano.
Echi di "Il paradiso può attendere" e "Ghost" risuonano in questa esplorazione dei confini tra la vita e la morte, così come si percepiscono rimandi a precedenti lavori di Mastandrea. Tuttavia, "Nonostante" trova una sua originalità in un approccio leggero, quasi naif, che privilegia lo straniamento emotivo rispetto alla mera dimostrazione autoriale. La solida sceneggiatura di Enrico Audenino si sposa perfettamente con la sensibilità di Mastandrea, esaltandone l'espressività più intima.
Non poteva che essere lo stesso Mastandrea a incarnare il protagonista di questo viaggio interiore. Al suo fianco, Dolores Fonzi regala un'interpretazione intensa e una bellezza terrena che ricorda la sensualità matura di Jeanne Moreau. Un coro di ottimi comprimari, tra cui Laura Morante e Lino Musella, arricchisce la narrazione con brevi ma incisivi ritratti. Le musiche evocative di Tóti Guðnason e le canzoni che punteggiano il film contribuiscono all'atmosfera sognante, pur con un potenziale per una maggiore sottigliezza nel loro dosaggio.
"Nonostante" si rivela un'opera visceralmente personale, che con una leggerezza disarmante affronta interrogativi esistenziali profondi. Un film che non ambisce al "salto in alto" della maestria tecnica, ma preferisce un "salto in lungo" nel cuore dello spettatore, lasciando una traccia emotiva duratura.



