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Once upon a time in a Forest

Un film di Virpi Suutari

Nel cuore incantato delle foreste finlandesi, un'eco di fiaba moderna risuona in "ONCE UPON A TIME IN A FOREST". Giovani anime, in perfetta simbiosi con la natura, si abbandonano alla purezza di laghi cristallini e alla saggezza silenziosa di alberi millenari. Un'armonia idilliaca, minacciata dall'ombra incombente dell'estinzione, opera dell'uomo. Ida, ventiduenne dal cuore pulsante per la sua terra, si erge a paladina di una nuova resistenza, il "Movimento della Foresta". La sua battaglia la pone di fronte ai colossi dell'industria forestale finlandese, in un confronto generazionale che sfida pregiudizi e poteri consolidati. "ONCE UPON A TIME IN A FOREST" è un'immersione visiva mozzafiato, un viaggio nel cuore pulsante di un ecosistema in pericolo e nel fulcro di un conflitto urgente. Più di un documentario, è un inno di speranza, un tributo alla forza rigeneratrice della natura e ai suoi coraggiosi custodi. Un appello vibrante, un racconto di resilienza e di amore incondizionato per un mondo che chiede di essere ascoltato.

Produzione: Finlandia , 2024 , 93min.

Trailer | Once Upon a Time in a Forest | Virpi Suutari

"Once Upon A Time In A Forest" è molto più di un documentario: è un'esperienza immersiva, un viaggio nel cuore pulsante della Finlandia, dove la bellezza incontaminata della natura si scontra con la cruda realtà dell'emergenza ambientale. Virpi Suutari, con uno sguardo sensibile e una regia poetica, ci conduce nel mondo di Ida e Minka, giovani attiviste di Extinction Rebellion Finland, in una lotta disperata per salvare la loro terra.

Il film inizia con immagini idilliache: giovani che si fondono con la foresta, nuotando in laghi cristallini e respirando la quiete degli alberi secolari. Ma questa armonia è presto infranta dalla consapevolezza della minaccia incombente: l'uomo, con la sua sete di progresso, sta distruggendo l'equilibrio fragile di un ecosistema unico.

Suutari intreccia abilmente la narrazione attivista con una profonda riflessione interiore. Ida, con la sua determinazione tagliente, si contrappone alla vulnerabilità emotiva di Minka, creando un ritratto sfaccettato della lotta ambientalista. Le loro conversazioni accese, le proteste audaci e i censimenti di specie a rischio si alternano a silenzi contemplativi, a immagini di una bellezza mozzafiato, accompagnate da una colonna sonora malinconica.

Il film non si limita a documentare la rabbia e la frustrazione degli attivisti; esplora anche il conflitto generazionale, lo scontro tra la saggezza antica e l'urgenza del cambiamento. Il dialogo tra Ida e suo nonno, ex lavoratore forestale, è un esempio toccante di questa tensione, un momento di confronto rispettoso e carico di significato.

L'uso di filmati d'archivio, in formato 4:3, crea un ponte tra passato e presente, ricordandoci che la lotta per la salvaguardia dell'ambiente è una battaglia che dura da decenni. Le immagini di proteste passate, come quelle del lago Koijärvi nel 1979, risuonano con le azioni di Ida e Minka, sottolineando l'urgenza di un cambiamento radicale.

"Once Upon A Time In A Forest" è un'ode alla bellezza della natura, ma anche un grido di allarme silenzioso. Le immagini di foreste di betulle rosse, di tronchi d'albero riflessi nell'acqua e di distese di neve immacolate si alternano a momenti di cruda realtà, come il monologo di Minka, in cui la giovane attivista si libera del peso della sua angoscia.

Il film si chiude con un canto struggente, un addio malinconico a una terra ferita. Suutari ci lascia con una domanda inquietante: questa fiaba contemporanea avrà un lieto fine?